mercoledì 29 aprile 2015

La nascita Lotus di Maddalena

Durante i mesi della gravidanza, ho spesso disegnato e scritto dei piccoli mantra, ogni sera, per accompagnare il viaggio di Maddalena. L'ho disegnata nella mia pancia, circondata di luce e di amore, e ho disegnato con lei anche la sua placenta, salda e forte. Sono semplici schizzi fatti a biro, prima di dormire, dopo aver scritto come ogni sera sull'agenda le piccole cose di cui sono grata per quella giornata.
Giorno dopo giorno ho tenuto nei miei pensieri queste due creature, Maddalena e la sua placenta, indissolubilmente legate, sorelle, protette dai miei pensieri che si facevano scudo e riparo attorno alle loro vite. Sia io che mio fratello siamo nati pretermine, prematuri, per insufficienza placentare e questo spettro mi ha seguita durante tutti i mesi di gravidanza, come una paura remota, un evento che non potevo controllare. Potevo però controllare i miei pensieri e indirizzarli verso il positivo, verso il bene, non solo ripetermi ma proprio scrivere, disegnare, rendere reale la mia volontà più profonda: che la placenta di Maddalena funzionasse bene, che la bambina crescesse in salute. Così ho indirizzato i miei pensieri con decisione, disegno dopo disegno, creando sulla carta la realtà che volevo esistente nella carne, come una preghiera continua pagina dopo pagina.

 Se all'inizio disegnavo Maddalena e la sua placenta nella mia pancia, via via ho iniziato a mettere su carta anche un altro desiderio grande che avevo, quello di poter donare a Maddalena una nascita Lotus, cioè di non clampare nè tagliare il suo cordone dopo la nascita, ma di lasciare lei, il cordone ombelicale e la placenta attaccati insieme. Avevo questo desiderio da quando ho scoperto il parto Lotus e ancora di più dopo aver incontrato l'ostetrica balinese Ibu Robin e aver condiviso con lei il suo grande amore per la placenta.
" La placenta, radice delle tue origini, è un organo miracoloso che è parte della tua vita e la protegge. E' il tramite che ti unisce a tua madre e funziona come pannello di controllo della nave-utero che ti accoglie fino al momento della nascita. é stata concepita al momento della tua genesi. La tua placenta è geneticamente identica a te [...] nessuno, tranne la tua placenta, è mai stato così perfettamente identico a te."
A Bali, in Indonesia, si crede che la placenta, chiamata Ari-Ari, sia il corpo fisico dell'angelo custode del neonato. In tutte le culture e in tutti i racconti dei miti dell'Umanità, grandissima importanza viene data alla placenta, come organo speciale da onorare e proteggere. La nostra vita in utero dipende totalmente dalla nostra placenta e la sua salute ha un impatto fondamentale sulla nostra esistenza futura.Non tagliare il cordone ombelicale alla nascita significa onorare questo legame prezioso, evitare un atto di violenza e lasciare che il bambino e la sua placenta si separino naturalmente, così come naturalmente si sono creati e uniti hanno vissuto fino a quel momento, con pazienza e dolcezza. "Forse la Trinità è così profondamente radicata nella nostra coscienza perchè noi umani cominciamo la vita come un essere trino: feto, cordone ombelicale e placenta, la trinità delle nostre sacre radici."



Oltre all'aspetto spirituale, di concedere cioè al bambino e alla placenta di separarsi con lentezza, di creare uno spazio di calma e attesa attorno alla neo mamma e al bambino, la nascita Lotus ha indubbi benefici fisiologici: circa un terzo del sangue del bambino si trova ancora nella placenta al momento della nascita, sangue che il bambino non riceve se il cordone viene clampato e tagliato immediatamente, come succede di routine dopo la nascita. Aspettare che tutto il sangue del bambino fluisca dalla placenta è stato dimostrato ridurre drasticamente l'anemia infantile, aumentare l'ematocrito, permettere un maggiore passaggio di cellule staminali al bambino, la costituzione di un migliore sistema immunitario e garantire molti altri benefici.
Abbiamo voluto e potuto scegliere per Maddalena un parto in casa, che ci ha permesso di donarle una nascita Lotus. Il suo cordone non è stato tagliato e io e lei abbiamo passato le ora successive al parto insieme alla sua placenta, pelle a pelle: " Alla tua nascita, quando fosti partorita, non ti fu tagliato il cordone ombelicale e non fosti lavata con l'acqua per purificarti, non ti fecero le frizioni di sale nè fosti avvolta in fasce" Ezechiele 16:4
La nascita Lotus completa prevede di aspettare che il cordone si stacchi da solo, noi abbiamo scelto di tagliare il cordone di Maddalena, ormai già secco, il giorno dopo la sua nascita. Nel frattempo la sua preziosa placenta ha riposato attaccata a lei in un sacchetto di stoffa.


Mercoledi scorso, il 22 aprile, quando Maddalena ha compiuto quattro settimane, siamo andati in campagna nell'orto dei miei genitori e abbiamo piantato la placenta (che abbiamo conservato in freezer) sotto un piccolo albero di ciliegio. Di fronte all'albero, la Bisalta e dietro invece le file di lamponi. Tutt'intorno alberi in fiore, persino i mirtilli con le loro corolle bianche e a terra un tripudio di margherite e tarassaco tra l'erba verde.

Abbiamo scavato una piccola buca che ho riempito con fiori di tarassaco, quindi vi abbiamo deposto la placenta e aggiunto altri fiori, margherite, per decorarla e festeggiare ancora una volta il prodigio di questo organo speciale che ha permesso la vita e la crescita di Maddalena. Con calma, abbiamo ricoperto la placenta di terra, ed è stato bello farlo proprio nella giornata mondiale della Terra: la placenta, che compone le radici del bambino in utero, è così tornata a farsi radici nel terreno, sotto l'albero di ciliegio. Il ciclo della vita continua, con lentezza, da radice a radice, come si fa in molte culture in cui la placenta viene messa sotto un albero o di fronte alla soglia di casa. La placenta di Maddalena sarà in questo luogo bellissimo di fronte alla Bisalta, la mia montagna preferita, in un campo in cui ho giocato in lunghe giornate di sole, da bambina, un campo che apparteneva ai miei nonni, uno dei miei luoghi del cuore.


Sono felice e commossa, fiera, di aver potuto e voluto regalare a Maddalena e alla sua placenta questa nascita dolce, questo saluto lento, penso sia un grande dono aver dato sacralità alla sua placenta, averla riportata alla terra, averlo fatto noi tutti insieme, con i miei genitori e mio fratello, nel verde.

La nascita Lotus di Maddalena è stata una vera guarigione, dopo la nascita con cesareo mia e di mio fratello per insufficienza placentare, e il grande trauma che questo è stato sia per me che per lui che per mia mamma, aver voluto con tutte le mie forze un parto senza violenza e averlo ottenuto è stato una grande vittoria per me, sento proprio di aver chiuso un cerchio, aver sanato quella ferita, aver riportato armonia. Mi commuovo se guardo questa fotografia, di me, mia mamma e Maddalena di fronte all'albero della sua placenta, di fronte a questo cammino di guarigione compiuto, a queste generazioni unite e ricomposte. Una nascita senza violenza guarisce la Terra intera, diffonde pace, sono grata di averla donata a Maddalena, a me stessa, a mia mamma.


mercoledì 22 aprile 2015

Passo passo, con gratitudine



Da quattro settimane Maddalena è con noi e il mio cuore è colmo di gratitudine per questa piccola meravigliosa vita che abbiamo in custodia, per la primavera che esplode nei campi attorno a noi e per tutti i momenti di quiete e bellezza che costellano le nostre giornate. Alla fine, sono questi gli unici momenti che contano: Maddalena che dorme abbracciata a me, i suoi piccoli piedi contro la mia pancia o la mia schiena nel lettone, le sue smorfie, i sorrisini buffi che fa dopo aver mangiato, il suo sguardo sempre così vigile e attento che segue le luci e i movimenti, il profumo e la morbidezza della sua pelle, il peso del suo corpicino rannicchiato su di me, la presa salda delle sue manine...
Le prime settimane con lei sono state faticose, ma ora che iniziamo via via a prendere un po' più di ritmo e confidenza, ciò che mi rimane in mente sono solo questi momenti belli, che fisso dentro di me più che nelle fotografie, che latitano, le mie mani troppo impegnate ad accarezzare, coccolare, consolare, più che a fotografare.
Però ho racchiuso qui qualche scatto, per meglio ricordare questi giorni...
* la passeggiata al fiume con Maddi in fascia e il piccolo mandala di fiori che ho costruito con lei di fronte alla Bisalta
* i fiori nei campi e il sole sulla pelle quando usciamo di casa
* le mei amiche doule che vengono a trovarmi e portano tagliatelle fatte in casa, ragù deliziosi, lavano i piatti nel lavandino e non si scompongono per la casa in disordine, mi abbracciano e ascoltano il mio racconto di parto, portano in dono carillon vintage per la piccolina
* ritagliarmi ogni tanto un poco di tempo per meditare, accendere un incenso, praticare un po' di yoga, brevi minuti di ricarica necessaria
* ieri pomeriggio, praticare yoga con maddalena ascolatando il mantra Om Mai Padme Hum che ho sentito tante volte durante la gravidanza e durante buona parte del travaglio qui in casa
* vedere Maddalena crescere e interagire con ciò che la circonda, le nostre prime uscite e passeggiate, come nello scorso fine settimana al Mercato Europeo, a gustare buoni piatti di street food con Maddi addormentata in fascia pur nella bolgia
* riprendere a cucinare dopo i primi giorni in cui non avevo nè tempo nè forza, sulla nostra tavola in questi giorni zuppa di yogurt persiana, pizzette di melanzane, burritos di fagioli neri e guacamole, torta salata di zucchine, brownies, crostata,...piatti semplici ma che gioia mangiare bene e riacquistare piccole autonomie in cucina
* vedere Simone come coccola e si prende cura di Maddalena con tenerezza infinita
* scoprire che riesco a leggere allattando!
* mia mamma che, oltre a tutto il resto, mi porta tutti gli ingredienti per preparare una frittata di luvertin
* stamattina, ascoltare musica africana con la piccolina
* le tante ispirazioni positive che mi arrivano da altre mamme e amiche e la solidarietà tra donne
Allora mi guardo attorno a mi accorgo che, ancora una volta, Amore è più forte di tutto e che ogni fatica è ripagata se so guardare con occhi attenti e tranquilli a ciò che mi circonda...






giovedì 16 aprile 2015

A favore di corrente

Il mantra che cerco di seguire in questi giorni: va a favore di corrente, non combatterla.
Me lo ripeto, mentre vorrei fare fare fare e invece sono chiamata ad avere pazienza, a rimanere anche proprio fisicamente nel qui ed ora, ferma, ad esempio durante le lunghe poppate di Maddalena.
Me lo ripeto, mentre mi oppongo al cambiamento e vorrei poter vivere come prima, patendo a volte gli inevitabili mutamenti del mio ruolo di ora, con una piccolina totalmente dipendente da me e a me sempre vicina giorno e notte.
Me lo ripeto, mentre i giorni passano insieme lenti e velocissimi e il disordine in casa si diffonde, le giornate sono radiose e le montagne chiamano senza che io possa (ancora) rispondere alla voce dei sentieri.
Me lo ripeto, quando Maddalena piange e vorrei darle un ritmo, senza ricordare che è lei a sapere il ritmo giusto dei suoi pasti e delle sue nanne.
Me lo ripeto ancora mentre mi contorco nei pensieri notturni e sembo quasi ghiaccio che si rifiuta di diventare acqua sotto il sole o seme che rifiuta la sua evoluzione, con la paura di perdere forma.
Me lo ripeto quando penso al futuro, all'università, al tirocinio, e mi chiedo come farò, giocoliere con tante palline in mano.
Sarà un lungo, lunghissimo percorso, questo accettare di perdere il controllo, iniziato con il parto, che prosegue ora e durerà anni, in cui tutto ciò che posso fare è seguire la corrente e saper essere presente nel momento, non prima nè dopo, solo nell'adesso, in questo respiro di ora.
Lasciare andare gli ormeggi, ancora una volta.
Fidarmi che tutto va e che io sono chiamata solo a cavalcare l'onda.
E voi, come vivete l'abbandonarvi alla corrente? Anche per voi è difficile delegare il controllo?


lunedì 13 aprile 2015

Il villaggio che aiuta a crescere




"Dove c'è compromesso c'é vita" mi ha ricordato ieri una mia amica doula citando Amos Oz.
Maddalena ci sta insegnando i compromessi e sto imparando molto, mettendo in discussione tante idee che avevo sulla maternità e sul postparto. Pensavo che avrei reagito in un certo modo, mi sarei sentita in un certo modo, avrei portato avanti determinate scelte. Sto capendo che non ci sono scelte defintive e che molto è negoziabile. Ad esempio, sono una convinta sostenitrice dell'allattamento al seno, l'ho studiato e lo promuovo come consulente alla pari in allattamento eppure la scorsa settimana abbiamo deciso di passare per qualche giorno (e finchè ce ne sarà bisogno) all'allattamento misto perchè Maddalena aveva perso peso e piangeva molto spesso e perchè io ero davvero stanca, sull'orlo dell'esaurimento psicofisico. Avevo sempre giudicato male o con leggerezza le mamme che non riuscivano ad allattare o che per svariate ragioni decidevano di non farlo. Ora che ci sto passando io, capisco che non ci sono ragione assolute, che ogni scelta va calibrata sulla serenità della mamma e di conseguenza del bambino e dell'intera famiglia.Molto meglio una mamma serena e più riposata, capace di occuparsi con amore e presenza del suo bambino, che scelte portate avanti in modo ideologico. Fino a qualche settimana fa non l'avrei mai detto! Maddalena sta ammorbidendo le nostre scelte e le nostre convinzioni, le rende più concrete, realistiche e fattibili. Un altro regalo che ci sta facendo questa bambina in un post parto che spesso sto definendo difficile, ma che sto affrontando con la benedizione di avere attorno a me un cerchio grande e forte di sostegno. Ieri abbiamo festeggiato 60 anni di matrimonio dei miei nonni, la laurea di mia cugina, la Cresima di un altro cugino e la nasciata di Maddalena. A casa, di sera, mi sono commossa guardando le fotografie scattate, vedendo la mia famiglia crescere e rafforzarsi e notando ancora una volta quanto sono fortunata e quindi grata per la vicinanza che ho con i miei genitori, le mie zie, grazie ai quali in queste scorse settimane siamo rimasti a galla e stiamo imparando a nuotare in questo mare diverso, quello di essere a nostra volta genitori.
Questo è quello che spero di poter essere, nei prossimi anni, come doula o anche solo come amica: parte del cerchio del post parto per altre donne, perchè è fondamentale. Sto sperimentando sulla mia pelle come il cerchio sia necessario, dalle telefonate e dai messaggi che scambio quotidianamente con le mie amiche e che mi risollevano il morale, a chi in queste settimane è passato a portarci un dolce o la spesa, a chi ha cucinato per noi, a mia mamma che viene qui a darmi una mano con le faccende di casa o semplicemente per chiacchierare un po'...ecco, invece di tanti oggetti concreti, l'unica cosa di cui c'è bisogno nel post parto è un cerchio di supporto, che possa calmierare le paure e le ansie della neo mamma, un cerchio con cui confrontarsi. Non ce l'avrei fatta, non ce la farei, senza il mio cerchio, senza il villaggio  che ci sta aiutando a crescere Maddalena giorno dopo giorno.

giovedì 9 aprile 2015

Con le nostre forze e le nostre tenerezze


Maddalena è con noi da due settimane, due settimane che sono state tra le più dure e complicate della nostra vita. Ma sappiamo che Amore è più forte di ogni ostacolo!
Ieri sera, per la prima volta la piccolina si è addormentata in braccio a me dopo aver mangiato, mentre la cullavo ascoltando questa canzone...è stato un momento dolcissimo, arrivato dopo giorni densi di pianto e irrequietezza, è stato un momento di connessione che conteneva in sè l'intero universo.                          Amiamo questa bambina con tutte le nostre forze e le nostre tenerezze e la nostra famiglia cresce e si espande con lei ogni giorno, grazie a lei.
Buona continuazione piccolina!

venerdì 3 aprile 2015

Pietra rotolata

Sono giorni faticosi e non mi aspettavo che li avrei trovati così complicati!
La gravidanza è stata splendida, semplice e serena. Mi sono focalizzata moltissimo sul parto che, seppur lungo e intenso, è stato come sognavamo, come avevo chiesto e desiderato fino dall'inizio e ancora di più dopo il seminario di Loving the Mother: un parto in casa, con una nascita Lotus di cui racconterò meglio. Non mi aspettavo di faticare così tanto nel post parto, ma voglio scriverne con onestà. La mancanza di sonno, il dover rimanere in casa nonostante le belle giornate perchè la bambina mangia spessissimo e molto, una grande spossatezza fisica ed annebbiamento mentale...oltre all'altalena degli ormoni e dell'umore.           Il post parto è anche questo e se ne parla troppo poco, ma in questi giorni confrontandomi con altre amiche e mamme, vedo che queste difficoltà sono comuni a tutte, semplicemente è difficile parlarne e confidarle. Sono molto fortunata ad avere attorno tanto sostegno, da parte di Simone e dei miei genitori, delle ostetriche che ci accompagnano, delle mie zie, delle mie amiche vicine e lontane, delle altre doule...non so come farei senza di loro, del loro aiuto sia pratico che emotivo! Sono grata per questa vicinanza e questa rete di sostegno.
Ieri sera, dopo una giornata in cui la piccolina ha sempre pianto e mangiato, pensavo alla notte di veglia nel Getsemani, ho rivisto gli ulivi centenari, con il tronco possente e rugoso, di Gerusalemme, l'ultima volta che ci siamo stati, qualche anno fa. Ho sorriso pensando a quella veglia e alle nostre ultime notti passate ad accudire la piccolina e alle notti che verranno. Mi sono commossa pensando ai giorni nel sepolcro, scuri e bui, un po' come sono state alcune ore del parto, in cui mi sembrava di essere in un' altra dimensione psico fisica. E la Pasqua poi, la rinascita dopo il passaggio, come questo parto che per me, come riflettevo, è stato veramente un passaggio epocale, enorme, tra vite diverse e diverse identità. Dopo il passaggio, Maria di Magdala, che va a trovare il sepolcro vuoto e aperto, la mattina di Pasqua. Maria di Magdala, che è Maddalena, il nome che porta nostra figlia. Io ora mi sento così, come il sepolcro, aperta e svuotata, completamente vulnerabile, perchè è così che mi fa la mia piccola Maddalena. Mi porta al centro esatto delle mie più grandi paure e lì rimane con me. Apre in me e attorno a me scenari inediti che mai avrei creduto esistessero, mi porta oltre i limiti della pazienza e della stanchezza e nel suo parto mi ha portata oltre ogni limite fisico, oltre ogni soglia di dolore, là dove credevo di non avere più forza nè speranza, lei mi ha portato ancora oltre. Maddalena apre e svuota, toglie ciò che non è essenziale, spinge a costruire strade nuove. Come quel sepolcro, so che in questo aprire, potare, livellare e distruggere, Maddalena e il suo parto mi stannpo mettendo fortemente alla prova ma mi condurranno alla luce, perchè il sepolcro di domenica mattina è vuoto e colmo insieme, è aperto ma da quella frattura escono la Luce e l'Amore più grandi. Mi commuovo ancora, a pensare alle coincidenze, della nostra piccola Maddalena nata il giorno dell' Annunciazione, quando a Taizè quest'estate, quando cercavamo la sua anima, mi fermavo a guardare la vetrata dell'Annunciazione e pregavo perchè la nostra famiglia portasse frutto.
Grazie Maddalena, per farmi come quella pietra rotolata dal sepolcro, senza appiglio, per insegnarmi ancora, per portarmi ancora oltre, là dove non credo di poter arrivare, ma dove andrò, con te, come siamo andate oltre le cascate la scorsa estate.